Trump muove i primi passi: costituito il Trade Council

Nuovi passi in avanti della nuova era-Trump. Sebbene il presidente eletto prenderà ufficialmente posto alla Casa Bianca solo tra alcune settimane, il magnate americano ha già reso noto di aver istituito il “Trade Council”, un gruppo di esperti che – si legge nel comunicato diramato dopo la formalizzazione della sua istituzione – ha “il compito di consigliare il presidente su strategie innovative per i negoziati commerciali, coordinarsi con altre agenzie per valutare le possibilità del settore manifatturiero e della base dell’industria della difesa e aiutare a mettere in contatto lavoratori disoccupati con nuove opportunità nel settore manifatturiero specializzato”. Ad essere nominato a capo del nuovo Consiglio sarà il direttore P. Navarro, professore di economia a University of California Irvine, che ha già collaborato con il nuovo Segretario del Commercio Ross negli scorsi mesi al fine di delineare il programma economico di Trump.

Anche questa scelta, si noti, è piuttosto “temeraria”, e conferma i presupposti di uno staff arcigno e netto da parte di Trump: Navarro ha sostenuto più volte delle posizioni fortemente critiche della Cina e del Nafta e, più in generale, della globalizzazione, per la crescita e lo sviluppo dell’economia americana. La nomina di Navarro dà insomma un’altra indicazione della volontà di Trump di perseguire, dove possibile, politiche mirate a frenare le importazioni e riportare la produzione del manifatturiero negli USA.

L’attenzione in tal senso si posta ora alla diffusione delle prossime linee guida della riforma delle imposte sulle imprese. Se Trump adotterà il piano già presentato dai repubblicani a giugno, l’imponibile verrà spostato dagli utili al valore aggiunto, con esenzione per le vendite all’estero e tassazione delle importazioni. Con il sistema di tassazione proposto dal piano Ryan, ci sarebbe una forte penalizzazione sugli importatori, a fronte di un incentivo a esportare, con una modifica radicale degli equilibri attuali.

Nuovi dati rassicurano l’economia americana

Intanto, la pubblicazione di nuovi dati macro in area USA sembra rassicurare la buona tenuta dell’economia del Paese nordamericano. In particolare, sono stati pubblicati gli ultimi dati relativi alla vendite di case esistenti a novembre sono poco variate, a 5,61 milioni di unità annualizzate, (per il massimo da febbraio 2007), da 5,57 milioni di ottobre e segnano il terzo rialzo consecutivo. Le vendite di unità monofamiliari segnano un modesto ritracciamento (-0,4 per cento mese su mese, +16,2 per cento anno su anno) dopo due forti aumenti, mentre nel segmento multifamiliare le vendite sono in rialzo di 10 per cento su base mensile (+10 per cento anno su anno). Le scorte di case invendute, calano a 4 mesi da 4,3 di ottobre, e toccano il minimo da maggio 2005, dando un segnale sempre positivo per l’attività di costruzione.

Tra gli altri dati in corso di aggiornamento, la stima finale del PIL del terzo trimestre dovrebbe registrare una variazione del 3,3 per cento su base trimestrale annualizzata dal 3,2 per cento della seconda stima. Gli ordini di beni durevoli a novembre sono attesi in calo di -3,5 per cento su base mensile, dopo il +4,6 per cento su base mensile di ottobre, per via di una correzione dell’aeronautica civile (+94 per cento mese su mese a ottobre e +30,3 per cento mese su mese a settembre). Al netto dei trasporti gli ordini sono previsti in aumento di 0,3 per cento su base mensile, dopo +1 per cento su base mensile di ottobre. La componente ordini dell’ISM a novembre ha segnato un aumento a 53 e punta a un trend in moderato miglioramento. Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei dovrebbe segnare un modesto aumento dopo +0,4 per cento mese su mese e indicare che gli investimenti fissi non residenziali potrebbero accelerare a fine 2016.

La spesa personale a novembre è prevista in aumento di 0,5 per cento mese su mese, dopo 0,3 per cento su base mensile di ottobre. Il reddito personale è atteso in rialzo di 0,3 per cento mese su mese, dopo 0,6 per cento mese su mese di ottobre. L’employment report di novembre ha registrato una solida crescita di occupati, ma le ore lavorate e i salari sono stati in rallentamento rispetto al trend recente. Il deflatore dei consumi a novembre dovrebbe aumentare di 0,2 per cento su base mensile (1,4 per cento su base annua); il deflatore core dovrebbe essere in rialzo di 0,1 per cento su base mensile (1,8 per cento su base annua), con rischi verso l’alto a seconda dell’arrotondamento, e confermare l’avvicinamento all’obiettivo della Fed del 2 per cento.

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